Home page | info@3ndy.biz | Chi siamo | Servizi | Corsi | Newsletter | Mailing list | Trading TV

DURATA DEI CICLI DI BORSA

Torna ad Analisi intermarket Analisi intermarket

 

Tassi di interesse e mercato azionario, lezione 8

Stabilito il potenziale periodo ciclico di nostro interesse passiamo ora ad un'analisi prettamente tecnica. Un modo semplice, ma al tempo stesso efficace, per evidenziare un ciclo di periodo N all'interno di un grafico consiste nel calcolare il rapporto tra la propria media mobile semplice centrata a N/2 barre e la propria media mobile semplice centrata a N barre.

Nel nostro caso, essendo alla ricerca di un ciclo a 42 mesi circa (ovvero 3,5 anni) procederemo calcolando sul grafico il rapporto tra la propria media mobile semplice a 21 mesi centrata, cioè spostata indietro di 10 mesi, e la propria media mobile semplice a 42 mesi centrata, ovvero spostata anch'essa indietro di 21 barre.
Centrare una media mobile infatti significa per un ammontare di barre equivalente alla metà del numero delle barre utilizzate per calcolare la media stessa (nel nostro caso, ad esempio, per centrare la media mobile a 21 mesi, sarà necessario spostarla indietro di 10 mesi, cioè 21/2 arrotondato per difetto).
Tale procedura permette di evidenziare al meglio l'eventuale componente periodica cercata.

Vediamo dunque tale indicatore sul grafico dei tassi di interesse del TNotes a 3-5 anni:

Ciclo economico sul grafico dei tassi di interesse TNotes a 3-5 anni

Media mobile centrata

Nella figura vengono evidenziati i minimi (linee verdi) ed i massimi (linee rosse) di ciascun ciclo negli ultimi venticinque anni. Calcolando la distanza media tra ciascun minimo otteniamo un valore pari a 40 mesi.

Un paio di considerazioni:

  • i minimi evidenziati non cadono in modo preciso ogni 40 mesi ma variano di ciclo in ciclo. Questo è assolutamente normale poiché stiamo parlando di grandezze economiche e non di esperimenti scientifici di tipo deterministico.
  • la distanza tra un massimo ed il successivo è molto più irregolare (variabile) rispetto a quella tra minimo e minimo. Anche questo rientra assolutamente nella norma in quanto i mercati, come più volte ricordato, sono il frutto di infinite interazioni cicliche (ricordate Gann?). Proprio tali interazioni danno luogo al cosiddetto trend (in viola nella figura) il quale, a sua volta, spinge i cicli sottostanti di minore ampiezza verso la propria direzione dandogli una caratteristica forma spostata verso destra o verso sinistra a seconda che lo stesso sia di tipo rialzista oppure di tipo ribassista.
  • talvolta il trend sottostante è così forte, oppure il ciclo in esame è così debole, che risulta molto difficile individuare la componente periodica oggetto di esame.

Notate come l'andamento del nostro indicatore non sia molto dissimile da quello proposto sul grafico riguardante l'ipotetico andamento ciclico della produzione.

Passiamo ora al grafico dell'indice  S&P 500:

Ciclo economico sul grafico dell'indice S&P 500

Media mobile centrata

Anche su questo grafico è stato evidenziato il ciclo di nostro interesse. La sua durata risulta leggermente superiore rispetto a quella dei tassi di interesse, con una media pari, in questo caso, a 42 mesi (esattamente 3 anni e mezzo).
Le considerazioni fatte per la lettura dei tassi di interesse valgono naturalmente anche per il l'indice azionario americano. In particolare, in merito alle varie irregolarità cicliche, è opportuno osservare come per gran parte del tempo la debolezza di tale ciclo sia stata accentuata da una tendenza rialzista (sempre in viola) nel ventennio '80-'00 particolarmente intensa (considerazione peraltro già osservata nei paragrafi precedenti utilizzando per il grafico del nostro indice una scala lineare invece che logaritmica).

Una volta individuati i cicli graficamente su ambedue i grafici non ci rimane che passare ad un ultimo confronto diretto tra mercato dei tassi e mercato azionario.

 

Lezione successiva: 9. Confronto ciclico