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MERCATO VALUTARIO

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Mercato valutario e materie prime, lezione 1

Dopo aver analizzato i mercati delle materie prime, dei tassi di interesse ed i mercati azionari è necessario introdurre una quarta variabile indispensabile al fine di effettuare un'analisi esaustiva della situazione tecnico-macroeconomica dei mercati. Come già anticipato nel precedente corso intermarket, tale variabile riguarda i mercati valutari.

Valute

Sempre utilizzando le linee guida introdotte da John Murphy la premessa di questa analisi è verificare come la variabile valutaria influenzi il mercato delle materie prime e, di conseguenza, i mercati obbligazionari ed azionari.

Continuando ad analizzare il mercato statunitense, per la sua ovvia primaria importanza economica, il ragionamento risulta il seguente: un andamento debole della propria valuta determina, nel tempo, una pressione inflazionistica nella propria economia tale da contribuire alla crescita del mercato delle materie prime e, quindi, ad un rafforzamento del mercato dei tassi di interesse (e quindi ad un indebolimento delle relative obbligazioni).
Viceversa una fase di valuta forte aiuterebbe a contenere eventuali pressioni inflazionistiche in modo da indebolire l'andamento delle materie prime e dei tassi di interesse (con ovvio beneficio del comparto obbligazionario).

Come i casi precedentemente analizzati, anche queste considerazioni suonano in maniera piuttosto lineare: una valuta debole significare la necessità di pagare più caro in termini di valuta estera ciò che viene importato e questo può davvero fare la differenza in taluni casi.
Si pensi, ad esempio, alla primaria importanza del petrolio e a quanto l'andamento di tale variabile possa da sola determinare eventuali crisi inflazionistiche inevitabilmente dannose alla congiuntura economica.

 

Lezione successiva: 2. Cambio euro-dollaro