La relazione esiste?
Analisi intermarket
La relazione statistica tra le commodities e i tassi di interesse esiste davvero?
Ecco allora le nostre conclusioni:
- abbiamo ottenuto una conferma statistica, alla nostra osservazione visiva dei grafici, che l'andamento delle materie prime abbia giocato un ruolo decisivo sull'andamento dei tassi di interesse. Tale influenza sembrerebbe essersi mantenuta nel tempo fino ai giorni nostri.
- anche se il modello ci conferma un lungo periodo storico di trend ribassista sui tassi (e non potrebbe essere altrimenti), esso sembrerebbe smentire la nostra prima ipotesi che tale tendenza sia ancora in atto. Una informazione che potrebbe, in futuro, rivelarsi davvero importante.
A questo punto possiamo, proprio come suggerito nel libro di Murphy, monitorare l'andamento del CRB Index come indicatore di conferma nelle nostre analisi dei tassi di interesse sui T-Notes a 3 e 5 anni.
L'autore ci suggerisce come diverse ricerche abbiano stabilito che le materie prime tendano spesso ad anticipare i tassi di interesse nei loro movimenti importanti di circa sei mesi.
Punti di svolta primari (simboli rosa) sui mercati delle materie prime (linea blu) e dei tassi di interesse (linea rossa):

In realtà le cose sembrerebbero essere state così solo fino ai primi anni '90, data di uscita dello stesso libro di John Murphy. Successivamente tali osservazioni si sono rivelate molto meno precise, osservando talvolta gli stessi tassi anticipare le svolte più significative, talvolta essere anticipati in misura assai superiore ai sei mesi.
Anche le analisi statistiche sull'intera serie, pur confermando essenzialmente la natura anticipatoria delle commodities, non forniscono risultati particolarmente interessanti.
Conclusione: teniamo a mente le caratteristiche anticipatorie delle commodities ma senza per questo fissarci su uno schema temporale preconfezionato. Sarà l'analisi tecnica ad aiutarci volta per volta tenendo a mente, questo sì, come il movimento di una serie influenzi decisamente l'altra.
Non bisogna dimenticare che i mercati altro non sono che la somma di infinite aspettative umane scatenate dalle più disparate motivazioni. Risulta quindi del tutto normale che il mercato possa apparentemente essere irrazionale rispetto ai nostri ragionamenti, per quanto questi ultimi ci sembrino perfettamente logici e con basi statistiche più solide che mai.

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