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TASSI DI INTERESSE E MERCATO AZIONARIO

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Tassi di interesse e mercato azionario, lezione 1

Nella prima parte del nostro corso abbiamo visto come l'andamento delle materie prime tenda ad avere un ruolo chiave nell'influenzare l'andamento dei tassi di interesse.

Continuando a seguire l'iter suggerito da John Murphy nel suo libro "Analisi tecnica intermarket" ci apprestiamo ora a verificare quello che l'autore stesso suggerisce a proposito di un'altra importante relazione tra i mercati: quella tra tassi di interesse e mercato azionario.

John J. Murphy "Intermarket technical analysis"

Murphy

Secondo il Murphy tra questi due mercati esisterebbe una relazione inversa: un movimento ribassista dei tassi (e quindi rialzista dei titoli di debito) tenderebbe a favorire una crescita dei mercati azionari mentre un movimento rialzista degli stessi (e quindi ribassista in termini obbligazionari) tenderebbe a frenare la corsa del mercato azionario invertendone spesso la precedente tendenza rialzista.

In poche parole: il mercato dei tassi e quello delle azioni sarebbero inversamente correlati.

Inoltre, sempre secondo l'autore, i movimenti sui tassi avrebbero natura anticipatoria rispetto a quelli caratterizzanti i mercati azionari.
Il perché di ciò è piuttosto semplice da capire: alti tassi di interesse significano essenzialmente maggiori costi aziendali dovuti a più alti interessi su debiti e quindi, a parità di condizioni, peggiori prospettive per l'azienda stessa. Tassi di interesse più agevoli invece permettono costi di indebitamento minori e anche progetti di investimento potenzialmente più profittevoli.

 

Lezione successiva: 2. T-Notes e S&P 500