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I 3 volti dell'RSI

14.12.2010

Una giornata ancora senza particolari spunti di tipo tecnico.

Il FTSE Mib si mantiene in tendenza (con chiusura positiva) così come gli altri mercati, ma non vi è una particolare forza rialzista. Il motivo è da ricercare negli altri 3 mercati che si trovano già sui massimi degli ultimi anni.

Sui grafici che seguono manteniamo ancora i livelli tecnici, facendo solo attenzione al DJ il quale dopo aver violato la resistenza a 11440 ora vede a 12000 punti il successivo livello.

Ad ogni modo preferiamo ancora attendere maggiori conferme prima di procedere a ridisegnare i nuovi livelli su tutti i mercati.

Per ora attendiamo ancora.

Grafico a candele giornaliere del FTSE Mib:

FTSE Mib

Grafico a candele giornaliere del Dax:

Dax

Grafico a candele giornaliere del Dow Jones:

Dow Jones

Grafico a candele giornaliere dell'S&P 500:

S&P 500

Torniamo ora all'immagine del grafico dell'RSI con i relativi commenti (sono gli stessi che abbiamo fatto in conferenza a Rimini):

RSI

Analizziamo le 3 situazioni indicate nel grafico, ponendo prima l'attenzione sull'andamento dei prezzi e poi sull'andamento dell'oscillatore RSI:

1. Da luglio i prezzi hanno iniziato un trend rialzista con massimi e minimi crescenti, sui quali è stato possibile tracciare una trendline. Come sappiamo una trendline tracciata sui minimi funge da supporto dinamico ai prezzi, ma qualora venisse violata rappresenta un vero e proprio livello operativo.
Ed è proprio quello che si è verificato, ovvero la violazione da discesa da parte dei prezzi per formare un minimo verso fine agosto.

Nello stesso periodo l'RSI ha seguito la dinamica dei prezzi e si è portato in territorio di ipercomprato dandoci la possibilità di tracciare sul proprio grafico una trendline. Questa trendline ha la stessa funzione e interpretazione di quella tracciata sui prezzi.

L'analisi del grafico dell'oscillatore deve essere svolta come conferma di quella dei prezzi e questo è stato proprio quello che si è verificato.

In modo del tutto analogo passiamo al secondo punto:

2. Il punto due è però di tipo rialzista ed infatti i prezzi rompono al rialzo la propria trendline, che è stata tracciata sui massimi decrescenti del movimento ribassista e al tempo stesso anche l'RSI rompe al rialzo la propria trendline.
Ancora una volta la rottura dei prezzi ha trovato una conferma nella rottura dell'RSI.

Diverso è il terzo caso:

3. Qui si vedono i limiti dell'RSI di cui abbiamo accennato ieri: quando i prezzi restano per molto tempo in trend allora può succedere che per molto tempo l'RSI resta in territorio estremo (di ipervenduto o ipercomprato) senza generare chiari segnali operativi.
In effetti se osserviamo l'andamento dell'RSI possiamo notare come si sia mantenuto per molto tempo in territorio di ipercomprato con prezzi in chiaro trend rialzista.

La trendline (nera) ha mostrato in questo caso una divergenza tra RSI e prezzi e non una conferma come invece nei due precedenti casi.

Il problema è però stato quello che la divergenza si è protratta per molto tempo, troppo dal punto di vista operativo.

Ecco dunque il vero limite dell'RSI.

Come tutti gli indicatori ed oscillatori non deve dunque mai essere usato singolramente, ma accoppiato ad altri possibilmente che abbiano logiche di costruzione scorrelate.

Dopo aver presentato l'RSI standard, proseguiremo poi l'esposizione con un'elaborazione dell'RSI definendo il "dynamic zone".

A domani.

 

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